17-10-2025
Venerdì 17 ottobre 2025, in una serata ancora mite nonostante l’autunno ormai iniziato, la nostra Chiesa si è riempita di persone giunte per assistere al concerto di apertura della Festa Patronale. Protagonista della serata un vero e proprio “dialogo” tra il nostro organo Harrison & Harrison e un’orchestra d’archi.
Si tratta della realizzazione di un progetto coltivato da tempo, condiviso con il m° Luca Ratti, che ha curato la parte musicale definendo il programma dei brani e coinvolgendo l’orchestra Gli Archi del Rusconi, diretta dal m° Piercarlo Sacco. Un progetto reso possibile grazie alla disponibilità del Parroco, che ha autorizzato l’utilizzo della Chiesa e dell’organo, e al sostegno organizzativo degli iscritti dell’Associazione Culturale L’Avventura di Conoscere. I preparativi sono iniziati in primavera, per arrivare pronti all’appuntamento d’autunno.
L’idea alla base della serata era far emergere il “dialogo” quale elemento essenziale del linguaggio musicale: la stessa parola “concerto” richiama un’unione tra strumenti, solisti e orchestra, o tra voci nella musica polifonica e corale. Senza dialogo non ci sarebbe comunicazione tra le persone, così come non esisterebbe la musica stessa.
Il programma ha spaziato da Handel e Bach, massimi esponenti del barocco, fino al Novecento, con il Concerto per organo, archi e timpani in sol minore di Francis Poulenc. L’acustica della Chiesa ha esaltato l’incontro tra la voce dell’organo — a tratti possente, a tratti intima e delicata — e quella espressiva degli archi.
Come ha spiegato il m° Ratti nella presentazione del concerto, il percorso musicale ha permesso di intrecciare “dialoghi tra terre lontane, che parlano la stessa lingua musicale”: da un lato il cosmopolita Handel, dall’altro Bach, che non varcò mai i confini tedeschi. Dialoghi anche tra epoche diverse: se Handel resta il riferimento principale per i concerti tra organo e orchestra, Bach è per antonomasia il compositore della musica organistica. Non a caso, quando a Poulenc fu commissionato un concerto per organo e orchestra, l’autore si dedicò allo studio delle opere di Bach: il legame tra i due, a distanza di secoli, si coglie fin da subito nell’esplicito richiamo alla Fantasia in sol minore BWV 542, anch’essa in programma quella sera.
Dialoghi, dunque, tra ascoltatori, compositori ed esecutori: una magia che supera lo spazio e il tempo e si compie solo quando un’idea musicale incontra un orecchio pronto ad accoglierla.
A nome della nostra Associazione, un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto: la Parrocchia, l’Amministrazione Comunale, le imprese che hanno contribuito alla copertura delle spese e tutti coloro che hanno collaborato alla preparazione e allo svolgimento della serata. Un grazie particolare al fonico Claudio Oldani per la registrazione del concerto e a Luca Fontana per le splendide fotografie.
Il ringraziamento più grande va infine alle numerose persone intervenute, la cui presenza sarà di stimolo per le nostre attività future.